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GEOLOGIA delle isole Eolie - Le Isole Eolie sono un grande attrattiva di interesse geologico e fonte di scoperte continue ed entusiasmanti per spettacolarità e per interesse scientifico.
In ogni isola ci sono fenomeni geologici interessanti ed a volte unici: a Stromboli il cratere è in perenne attività da sempre, tanto da costituire un faro per i naviganti di ogni epoca e la sua attività fatta di periodiche esplosioni viene usata per definire lo stesso tipo di attività per vulcani di tutto il mondo;
a Vulcano oltre alle fumarole sul cratere, ci sono i fanghi caldi curativi da sempre usati per curare la pelle e subito di fianco le acque calde, soffioni leggeri usati anche per curare riniti;
a Panarea ci sono i "Gorghi ribollenti", emissioni gassose in mare di gas vulcanici;
a Lipari ci sono le terme con acque calde sorgive utilizzate fin dai tempi dei romani;
Tutte le isole sono di origine vulcanica e crateri antichi ormai spenti sono presenti ovunque.

Lungo la costa nord orientale della Sicilia, su un vasto basamento subacqueo, si trova un esteso rilievo sottomarino i cui aspetti montuosi emersi dal mare in etá remota formano l'Arcipelago delle Isole Eolie. L'arcipelago, che si estende su una superficie di circa 200 kmq é costituito da sette isole e da scogli grandi e piccoli.
Disposte lungo tre immense fratture di origine vulcanica, le Isole Eolie sono disposte come a formare una grande lettera Y.
Stromboli è l'ultima fra l'Eolie ad essere emersa dal mare. Probabilmente la sua nascita è stata preceduta da quella dello Strombolicchio, un piccolo vulcano di cui l'ultimo resto è lo scoglio isolato nel mare, ad una distanza di un Km e mezzo dall'isola attuale.
A Salina si è formato invece il cono vulcanico più alto delle Eolie 962 mt, ormai spento e sede di una rigogliosa "Fossa di Felci".



FLORA delle isole Eolie - è composta da piante diffuse nell’area Mediterranea con una prevalenza di piante erbacee che costituiscono circa l’80%; il restante 20% è composto da piante legnose. Il patrimonio floristico è dovuto a dei processi di colonizzazione in cui l’uomo ha sicuramente avuto un ruolo predominante con l’introduzione di numerose specie.
La macchia mediterranea è costituita da ginestra, bouganville e fichi d’india che decorano, con i loro colori e le loro forme, il paesaggio.
Tra gli arbusti aromatici, che meritano particolare attenzione anche per l’uso culinario che ne viene fatto, troviamo il rosmarino, il timo, l'eliotropia e il lentisco.
Gli alberi da frutta, che meritano un attenzione particolare per la loro diffusione, sono il fico, il mandorlo, il susino, il carrubo e il fico d’india.
Il paesaggio vegetale è caratterizzato da colture di oliveti e vigneti.
Le coltivazioni che si sono contraddistinte nel corso dei secoli e che, ad oggi, rappresentano una grossa realtà produttiva soprattutto sull'Isola di Salina, sono quella del Cappero e della Malvasia. Entrambi questi prodotti vengono esportati in tutto il mondo.

I boschi autoctoni, integri dalla manipolazione umana, si possono ammirare in tutta la loro bellezza a Salina sul Monte dei Porri, a Stromboli nella località di Fico Grande, a Vulcano nell’area di Gelso, a Lipari nella zona di Pirrera e in aree difficilmente accessibili per l’uomo.
Questi boschi sono composti principalmente da leccio, erica, caprifoglio, omiello e corbezzolo.
Il Cappero è il perno della cucina locale.
Venne esportato in apposite anfore ai tempi dei romani e imbattersi nelle piante di cappero è veramente semplice perchè si trovano lungo tutto il territorio dove sono abbarbicati ai muraglioni e alle rocce.



FAUNA delle isole Eolie - le faune insulari sono povere di specie a causa dell’ecosistema circoscritto dal mare.
Questo fattore determina in modo rilevante la biogeografia e l’ecologia che rende questi ambienti unici nel loro genere.
Un esempio pratico è dato dallo studio di alcuni mammiferi eoliani come il ratto e il ghiro dai quali si evince come siano di dimensioni maggiori rispetto alle medesime specie siciliane.
Un aspetto molto interessante, per gli appassionati di birdwatching, è il transito nei periodi primaverili e autunnali di uccelli migratori come oche selvatiche, quaglie, cigeri, cormorani, fenicotteri, pellicani, anatidi, aironi rossi e gru. Negli anni sono stati molti gli avvistamenti soprattutto nel "laghetto" di Lingua a Salina. Tra gli uccelli stanziali suscitano molto interesse la Berta Maggiore e Minore, il Falco Mediterraneo, il Falcone della Regina, il Lodolaio, la Poiana, il Falco Cuculo, il Gabbiano Reale, il Passero Maltese, il Cardemillino, il Corvo Imperiale.
Non è difficile imbattersi, durante le escursioni naturalistiche nel Biacco, una serpe nera dialetticamente chiamata "a sierpi niura”dal colore scuro degli individui adulti, grigio per quelli giovani. Si tratta di un animale innocuo, non velenoso, e utile data la sua dieta basata principalmente sui piccoli vertebrati, tra cui i topi.
Le isole Eolie ospitano anche l’Epeira diademata, un aracnide non velenoso, ma molto grosso.
Tra le farfalle, degna di nota è la sfinge, una farfalla che può raggiungere anche i 10 cm di lunghezza, con ali marroni e variegate.
Dal punto di vista faunistico oltre all’ allevamento ovino e caprino, un’ altra specie molto diffusa su tutto il territorio eoliano è il coniglio selvatico.
Un capitolo a parte lo merita la lucertola delle Eolie, presente ormai in numeri ridottissimi in aree frammentate dell’isola di Vulcano, in alcuni scogli dello Strombolicchio, nella canna di Filicudi e nell faraglione di Salina. La specie, che un tempo popolava tutto l’arcipelago, oggi è presente solo in queste aree a causa dell’introduzione della lucertola campestre (podarcis sicula) da parte dell’uomo intorno al 7000 a.C. Le due specie si differenziano per la colorazione tendenzialmente più scura della lucertola eoliana e per alcune macule sotto la gola. La riduzione del suo habitat naturale ad opera dell’uomo e la competizione con P. sicula, costituiscono una gravissima minaccia tanto da essere considerato uno dei vertebrati italiani a maggior rischio d’estinzione.
Uno degli animali che ha lasciato un’ impronta di rilievo nelle comunità autoctone è l’asino, dialetticamente chiamato "u sceccu”. Di esso se ne hanno tracce a partire dal I sec. a.C. , ha avuto una spiccata importanza fino a qualche decennio fa, poiché, per la sua notevole resistenza, veniva utilizzato per i duri lavori nei vigneti. Ad oggi , è possibile ammirare l’asino sull'Isola di Alicudi dove viene impiegato non solo come mezzo di carico o di trasporto ma anche di attrazione.



L'ambiente marino Eoliano grazie alle acque cristalline, alla ricchezza di vita e agli innumerevoli reperti archeologici, è divenuto meta ambita per i subacquei di tutto il mondo. L’intensa attività vulcanica che contraddistingue l’arcipelago, composto da ben 12 vulcani collegati, ha modellato i fondali creando un ambiente variegato pieno di scogliere, vulcani sommersi e grotte.
I fondali marini offrono spettacoli rari e di straordinaria bellezza, basta pensare alle pareti di ossidiana splendenti di riflessi, alle distese di poseidonia e ai fondali che variano dal bianco della pomice al nero intenso della sabbia vulcanica, impreziosito dai numerosi siti archeologici.
I fondali, con variazioni altimetriche oltre i 1000 m principalmente rocciosi, formati da magmi e eruzioni esplosive, lasciano poco spazio ai fondali sabbiosi che, ove presenti, prosperano di posedonia oceanica.
L’elevata biodiversità della vegetazione marina e la cospicua presenza di alghe pelagiche costituiscono un ambiente ricco di insediamenti e di specie, creando un ambiente perfetto di nidificazione per numerose specie ittiche quali: Aguglia, Aguglia Imperiale, Alice, Aragosta, Astice, Calamaro, Castagnola rossa, Cavalluccio marino, Cefalo, Cernia, Coda di rospo, Costardella, Dentice, Gambero rosso,Grongo, Lampuga, Leccia, Luccio di mare, Mormora, Musdea, Nasello, Nasello, Occhiata, Ombrino, Orata, Pagello, Pagro, Palombo, Pesce prete, Pesce serra, Pesce spada, Polpo, Ricciola, Sarago, Sardina, Scorfano rosso, Seppia, Spigola, Tonno, Tracina, Triglia e Vopa.
E’ anche possibile vedere Stelle marine, Coralli neri, Attinie equine, il Rombo, diverse specie di Meduse, Tartarughe marine oltre a crostacei e molluschi.
L’ incontro più affascinate in cui potrete imbattervi, nel mare delle Eolie, è sicuramente quello con i cetacei che, grazie all’abbondante presenza di specie ittiche, trovano in queste acque un ambiente ideale per la loro sopravvivenza . Le specie più comuni sono: il Capodoglio e diverse speci di Delfino.

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